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IN CASO DI LUTTO

L’angelo del dolore, la storia della scultura funebre

L’arte funeraria esiste da quando esiste il culto dei morti e la cultura e la cura della tomba. Molte delle costruzioni più famose al mondo, come le Piramidi, sono esempi di architettura funeraria e ci sono anche molte sculture funebri. Una di queste è l’Angelo del dolore che, per la sua bellezza e per il suo significato, è diventata la statua funebre più copiata e famosa.

Angelo del dolore a Roma

La statua dell’Angelo del dolore si trova a Roma, all’interno del Cimitero Acattolico, detto anche “Cimitero degli Inglesi” e “dei poeti e degli artisti”, che si trova nel quartiere Testaccio alle spalle della Piramide Cestia. Creata come monumento funebre da William Wetmore Story per la tomba della moglie Emelyn, che già ospitava le spoglie del loro figlio, morto all’età di sei anni, la statua raffigura un angelo che giace completamente abbandonato sulla tomba, con le ali raccolte e il volto coperto, in una posizione di estremo dolore. L’angelo è in ginocchio davanti a un piedistallo, con la testa appoggiata sul braccio. Il volto è nascosto nella posizione del pianto. La mano penzola oltre il fronte del piedistallo, e la curvatura delle dita conferisce una sensazione di tristezza e di vuoto. Sulla base del piedistallo sono sparsi dei fiori di pietra, come se l’angelo li avesse portati per un defunto e poi fatti cadere dalle mani nel momento in cui si abbandona al dolore. Le ali sono tristemente curve sulla schiena dell’angelo e il è come abbandonato totalmente al dolore. La forza espressiva dirompente di questa scultura è data dal fatto che si tratta di un’immagine che contrasta con le consuete figure di angelo presenti nei cimiteri, che rappresentano gli angeli come il sostegno e la guida sia per chi lascia il mondo sia per chi ha perso una persona cara.

Storia della scultura Angelo del dolore

William Wetmore Story nacque nel 1819 in una cittadina del Massachusetts. Suo padre era giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti e il figlio seguì le orme paterne nonostante la grande passione per l’arte. Alla morte del padre, gli fu commissionata una statua commemorativa in sua memoria, lavoro che decise di accettare a una sola condizione: poter venire in Italia per studiare l’arte scultorea. Wetmore Story si stabilì quindi a Roma con la moglie dove visse dedicandosi totalmente alla scultura e all’arte. Nel 1894, alla morte della moglie, Story, ormai 78enne, inizia a scolpire il monumento che passò alla storia come l’Angelo del Dolore (o Angel of Grief). L’opera fu terminata l’anno seguente, nel 1895, e nello stesso anno anche il suo autore morì e venne sepolto sotto l’angelo.

Copie della scultura dell’angelo del dolore

La riproduzione più famosa dell’Angelo del Dolore si trova nel campus dell’Università di Stanford, in California ma la sua immagine non è famosa soltanto nell’ambito della scultura. Infatti l’immagine dell’angelo con le ali chiuse sul volto e in preda al dolore è stata utilizzata anche come copertina di numerosi album musicali, come, ad esempio, “Once” dej Nightwish, disco d’oro in Norvegia nel 2004, e sulla copertina del disco degli Evanescence del 1998, Evanescence LP e, prima ancora, nel 1995, sul terzo album dei The Tea Party, The Edges of Twilight.

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