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IN CASO DI LUTTO

La pratica di seppellire i morti ha origini antichissime. La sepoltura dei morti inizia con l’Homo sapiens vissuto in Europa e in Asia circa 200.000 anni fa. Il corpo del defunto veniva deposto in posizione rannicchiata o supina dentro una fossa scavata all’interno delle caverne e a volte la salma era cosparsa di ocra rossa. Sepolture antichissime sono quelle delle necropoli, un agglomerato di tombe disposte in modo disordinato e integrate in un complesso di tipo urbanistico. Per i cristiani il cimitero era in realtà una catacomba, cioè un luogo sotterraneo, spesso scavato nella roccia, dove erano posizionate le salme. E catacombe si trovavano fuori dalle mura della città per motivi igienici e ospitavano anche pagani ed ebrei.

Nascita dei cimiteri

I cimiteri come oggi tutti conosciamo sono un luogo di sepoltura abbastanza recente. La parola cimitero, in latino coemeterium, deriva dal greco “koimetérion”, luogo di riposo, da koiman fare addormentare. In epoca paleocristiana con questa parola si indicava una sola tomba, ma poi il termine è passato ad indicare gli insiemi sepolcrali. Fu solo dopo l’emanazione dell’editto di Saint Cloud, applicato in Italia nel 1806, che prendono forma i cimiteri così come li conosciamo noi. Infatti, l’Editto di Saint Cloud è passato alla storia per essere stato il primo provvedimento che regolamentava le sepolture, con lo scopo di risolvere i problemi igienico-sanitari derivanti dalla decomposizione delle salme nelle chiese. Con l’Editto si vietava qualsiasi sepoltura in chiese, sinagoghe, templi e in qualsiasi luogo all’interno della città. I cimiteri dovevano essere costruiti fuori dalle mura cittadine, distanti almeno 35-40 metri, possibilmente su terreni soleggiati e arieggiati. Le tombe inoltre dovevano essere tutte uguali. Molti intellettuali dell’epoca criticarono la legge, non tanto per il fatto che le tombe dovevano essere poste fuori dalle mura della città, quanto per il fatto che le tombe tutte uguali divenivano anonime, togliendo ai cari ancora in vita la possibilità di preservare la memoria del defunto.

I cimiteri moderni

Proprio per essere pieni di opere d’arte, i cimiteri monumentali sono considerati dei veri e propri musei a cielo aperto e fanno parte del patrimonio artistico e culturale di molti paesi europei. Altri musei monumentali molto famosi sono Il Cimitero di Montparnasse a Parigi, Il Cimitero di Montmartre sempre nella capitale francese; Il Dorotheenstadtischer Friedhof di Berlino; Il Cimitero di San Isidro di Madrid, il Kerepesi Temeto di Budapest; Il Brompton Cemetery a Londra.

Con la caduta dell’impero napoleonico, cadde anche il divieto di personalizzare tombe e lapidi. Inoltre la borghesia nascente, che aveva a disposizione somme consistenti di denaro, iniziò a richiedere la creazione di cappelle gentilizie all’interno dei cimiteri e chiese più libertà nella scelta di tombe, lapidi e sculture funerarie in generale. In Francia, a Parigi, in questo periodo, nacquero i primi cimiteri monumentali come il Père-Lachaise che è il primo esempio di cimitero abbellito da monumenti e grandi sculture.

Il Cimitero Monumentale Vantiniano a Brescia, è il più antico d’Italia. Altri cimiteri monumentali italiani sono Il Cimitero Staglieno di Genova; Il Cimitero Monumentale di Milano; Il Cimitero del Verano a Roma; Il Cimitero della Certosa di Bologna; Il Cimitero Monumentale di Messina; Il Cimitero Civico di Bergamo.

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