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In caso di lutto

IN CASO DI LUTTO

Quando un nostro parente viene a mancare il dolore non è decifrabile né definibile. Ognuno reagisce a suo modo, ciò che accomuna tutti, purtroppo, è la necessità di tempo: per elaborare il lutto, per piangere la persona cara, per riorganizzare le sue cose e trovargli una destinazione ma soprattutto, imminente, è il tempo che ci serve per organizzare il funerale.


Ovviamente non sono giorni sottratti alle ferie, quelli che prendiamo, esistono infatti dei giorni appositi che sono disciplinati dalla normativa e il grado di parentela.
Tutti i lavoratori subordinati, pubblici e privati, con contratto in regola, hanno diritto a tre giorni di permessi per lutto familiare. E’ possibile prendere questi giorni anche in momenti diversi, l’importante è che se ne usufruisca durante l’anno; inoltre se si dovessero subire due perdite nello stesso anno, i giorni da poter chiedere rimarrebbero sempre e solo tre.
Questi giorni vengono conteggiati come assenza giustificata e retribuita (quindi a carico dell’azienda) prevista per legge in caso di decesso o documentata grave infermità del coniuge e dei parenti entro il secondo grado. Per aver diritto al congedo parentale, occorre richiederlo e utilizzarlo entro 7 giorni dalla data del decesso del proprio caro. Naturalmente non sono conteggiati né i giorni festivi né quelli non lavorativi. Al rientro va presentata la documentazione che attesta il decesso stesso, tra questi il certificato rilasciato dal Comune (oppure una autocertificazione rilasciata sempre dal Comune).
La normativa nazionale (legge n. 53/2000 all’articolo 4 e il relativo regolamento di attuazione D.M. 21.07.2000 n. 278) prevede che:
“La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da certificazione anagrafica”.
I permessi vengono dati in caso di decesso dei seguenti parenti di primo grado:
Coniugi (anche separati o conviventi se certificati), figli e genitori.

E per i seguenti parenti di secondo grado:
Fratelli e sorelle;
linea collaterale: sorella, padre (che non si conta), sorella.
Nipoti e nonni; linea retta: nipote, padre, nonno (che non si conta).

Non sono invece concessi giorni di permesso per lutto per i seguenti parenti di terzo grado:
Nipote e zio;
linea collaterale: nipote, padre, nonno, zio.
Bisnipote e bisnonno;
linea retta: bisnipote, padre, nonno, bisnonno.

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    “La morte è un’usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.”

    (JORGE LOUIS BORGES)

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