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IN CASO DI LUTTO

La donazione degli organi è un argomento molto delicato nel quale si scontrano le sensibilità personali e le evidenze scientifiche. In sostanza, consiste nel fornire il proprio consenso a farsi asportare un organo o dei tessuti che potranno salvare la vita a un altro individuo che li riceverà tramite un trapianto d’organo. La donazione è sicuramente un gesto di grande generosità ma è anche un argomento molto serio che deve conosciuto bene se si intende prendere una decisione in merito. Chi riceve l’organo non ha la possibilità di conoscere l’identità della persona che lo ha donato, a causa della legge che tutela la privacy di una persona.

Come funziona la donazione degli organi

Il donatore di organi è un soggetto che ha subito una lesione cerebrale grave e irreversibile, una completa distruzione delle cellule cerebrali a causa di un trauma cranico, di una emorragia, ischemia cerebrale o meningite. Attraverso la donazione, persone che soffrono di malattie inguaribili, malati terminali, possono continuare a vivere e riprendere una vita normale. Quando la morte del donatore avviene per lesione cerebrale si parla di trapianto da donatore cadavere. La lesione cerebrale permanente è una condizione nella quale si manifesta una perdita irreversibile delle funzioni cerebrali che viene documentata senza alcun dubbio e con esami diagnostici precisi.

Secondo la legge n° 578 del 1993 e il decreto 582 del 1994 i criteri clinici e strumentali per accertare la morte cerebrale sono diversi:

– la causa del danno cerebrale deve essere dovuta ad una malattia organica nota ed irreversibile;

– deve essere assente qualsiasi attività elettroencefalografica (EEG piatto);

– tutti i riflessi che partono dal cervello devono essere assenti, non devono esserci respiro spontaneo e reazione agli stimoli dolorosi;

– deve essere assente il flusso cerebrale ematico in tutti i casi previsti per legge.

La legge stabilisce anche che ad accertare la morte per lesione cerebrale sia un’equipe di medici diversa da quella che effettuerà il trapianto e che comprende: un medico anestesista-rianimatore, un medico legale e un neurologo. La condizione del paziente deve perdurare per almeno 6 ore, 12 ore nel caso dei bambini. Il centro regionale di riferimento per i trapianti individua attraverso le liste di attesa i possibili soggetti compatibili con il trapianto in base a caratteristiche cliniche e immunologiche. La donazione è sempre gratuita e anonima.

 

Come esprimere il proprio consenso o dissenso alla donazione

Secondo la legge n° 91/99 “Disposizione in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti” a ogni cittadino deve essere notificata la richiesta di manifestare la propria volontà sulle donazioni degli organi dopo la morte in base al principio del silenzio-assenso informato. I donatori sono coloro che esprimono volontà positiva in merito al trapianto degli organi, i non donatori sono coloro che esprimono parere negativo. Nel caso in cui un potenziale donatore non abbia espresso alcun parere in merito, sono i familiari a doversi esprimere sulla volontà di donare oppure di opporsi al prelievo degli organi. Se non c’è nessun parere contrario il defunto può essere considerato donatore.

Il consenso alla donazione si può esprimere alla propria ASL di appartenenza, dove si può comunicare il proprio assenso esplicito o dissenso esplicito; iscrivendosi all’AIDO (associazione italiana donatori organi) oppure richiedendo la EPACARD. Per i minorenni sono sempre i genitori a decidere e se uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato. Chi decide di compilare la dichiarazione di volontà (sia in favore che contro) si assicura che, in caso di morte improvvisa, la sua volontà non venga violata dalle decisioni altrui. In ogni caso è sempre possibile ripensarci e cambiare idea in qualunque momento. Sarà sempre ritenuta valida l’ultima dichiarazione resa secondo le modalità previste dalla legge.

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    “La morte è un’usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.”

    (JORGE LOUIS BORGES)

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