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IN CASO DI LUTTO

La morte di un Papa è un momento di particolare cordoglio per la Chiesa che perde il suo più importante punto di riferimento. Si tratta di un momento in qualche modo speciale che richiede l’osservanza di un preciso rituale e di cerimonie che precedono e seguono il funerale, eseguite per onorare il Pontefice.

Cosa succede dopo la morte del Papa?

Alla morte di un Papa ci sono una serie di rituali da seguire. Il camerlengo, che si trova accanto al corpo del defunto Pontefice, insieme al cancelliere della Camera Apostolica, deve rimuovere e frantumare l’anello del Pescatore, che viene consegnato al Papa durante la messa di inizio del Pontificato e che egli indossa all’anulare della mano destra. Sempre il camerlengo deve battere per tre volte con un martelletto la fronte del papa, chiamandolo con il nome di battesimo, a questo punto comunica l’avvenuto decesso al cardinal vicario di Roma. Sarà lui ad eseguire l’estrema unzione del Pontefice e a diffondere ufficialmente la notizia del decesso con una speciale notifica. A questo punto le campane di San Pietro suonano con speciali rintocchi. Poi il corpo del Papa viene trasportato nella Cappella Sistina seguito da una lunga processione di cardinali e altre personalità importanti del Vaticano. È qui che il corpo del papa viene imbalsamato e vestito con abiti di seta bianca, il pallio (paramento liturgico tessuto per l’occasione), la mitra bianca sul capo e la casula, un mantello rosso che si usa per la messa.

Imbalsamazione del corpo del Papa

Nei secoli passati i corpi dei papi venivano imbalsamati con una procedura molto invasiva. Il corpo era aperto dal medico chirurgo che asportava gli organi interni e li conservava in speciali urne. Per secoli, i precordi (gli organi interni) dei papi sono stati conservati all’interno della parrocchia SS.Vincenzo ed Anastasio a piazza Fontana di Trevi. In tempi più recenti invece la procedura di imbalsamazione non è più così invasiva ma è più che altro una preparazione del corpo, in modo da mantenerlo in buono stato conservativo durante tutti i giorni dell’esposizione della salma al pubblico.

Esequie del Papa

Il giorno seguente la preparazione del corpo, il feretro viene spostato nella basilica di San Pietro dove per tre giorni viene esposto su un catafalco per dare ai fedeli la possibilità di dare un ultimo saluto. Alla morte del Papa seguono nove giorni di lutto, detti Novendiali. Dopo è il momento delle esequie funebri. Il funerale di un Papa si chiama “Missa poenitentialis” e viene celebrato in piazza San Pietro alla presenza delle delegazioni di Stato di tutto il mondo. Il servizio funebre si può svolgere presso l’altare pontificio del Bernini, situato sotto la cupola della basilica, ma ad esempio nel caso di Giovanni Paolo II, i funerali si sono svolti in piazza all’aperto, nella piazza. Il corpo senza vita del papa viene posto in una bara di legno e prima che la bara sia chiusa viene posto sul viso un velo di seta bianco. Accanto al corpo del Papa possono essere posti anche suoi oggetti personali, ad esempio all’interno della bara di Giovanni Paolo II ci sono il suo rosario personale, un sacchetto con le sue medaglie e il “rogito”, un documento che contiene in breve la vita del Sommo Pontefice.

Reliquie del Papa

Anticamente accadeva spesso che le reliquie dei papi fossero pezzi di corpo, o perché erano morti da martiri, oppure perché erano stati sottoposti a procedure invasive di imbalsamazione. Oggi invece le reliquie appartenenti ai papi sono più che altro fialette di sangue, che il medico ha prelevato nei giorni precedenti la morte, oppure ciocche di capelli. Un altro tipo di reliquia sono le reliquie ex vestimenta, cioè gli abiti indossati ed appartenuti ai papi. Il caso di Giovanni Paolo II è particolare in quanto una delle sue reliquie è l’abito bianco che indossava il giorno dell’attentato in Piazza San Pietro, che è macchiato del suo sangue.

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    “La morte è un’usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.”

    (JORGE LOUIS BORGES)

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